Come nasce l’arancia: il miracolo della natura

L’arancio è un albero sempreverde alto da 4 a 6 metri; i suoi rami vanno toccati con cautela perché provvisti di piccole spine. Le foglie sono lisce e lucide, dal colore verde scuro e forma ovale. I piccioli delle foglie sono brevi e presentano piccole sporgenze laterali, simili ad ali, i suoi fiori, di colore bianco, ( fiori di zagara) hanno una consistenza cerosa, presentano un piccolo calice fatto di cinque sepali verdastri, una corolla di cinque petali, venti stami distribuiti in gruppetto di quattro stami ciascuno, un solo pistillo costituito di nove-dieci carpelli riuniti insieme. Infatti se tagliamo la parte più bassa del pistillo, cioè l’ovario, notiamo che la sua parte interna è divisa in nove-dieci logge che contengono i piccoli ovuli da fecondare. Vicini all’ovario sono situati organi che producono abbondante nettare: i petali sono colorati; il fiore è molto profumato: tutte queste caratteristiche favoriscono l’impollinazione da parte degli insetti. Dopo la fecondazione, il pistillo si accresce e l’ovario si trasformo in frutto, che è un agrume o un esperidio. Ogni spicchio può contenere uno o due semi (ed in alcune varietà può essere del tutto privo) e tante piccole vescichette allungate, che sono peli trasformati: esse sono ricche di acqua, zuccheri, vitamine ( A,B,C,PP…) e molte altre sostanze: la sostanza tipica è l’acido citrico, il cui nome deriva da quello del genere a cui l’arancio appartiene, Citrus.